domenica, 04 maggio 2008 - 01:29

Preso alla cieca, solo perchè ne era rimasto uno. Alla cassa chiedo:
«Di cosa parla?»
Cassiera: «C'è un mostrone cattivissimo che attacca New York e la cosa viene ripresa da una videocamera amatoriale.»
Sono sempre stata una fan del "Blair Witch Project", penso fosse geniale, e l'operazione di lancio americana lo è stata ancora di più. Di questo film mi resta una sola domanda: perchè tutti i mostri sono figli di Alien? Perchè hanno le zampacce storte con i gomiti rivoltati all'indentro, il codone, le fauci e la faccia che si apre storta? Anzi, no, ho una seconda domanda: perchè tutti i mostroni sono sempre femmine e incinte? Cazzo ha Hollywood contro le femmine incinte? Poi l'annosa questione del perchè con tutti i posti al mondo debbano sempre andare a Manhattan non me la pongo. Tolto tutto questo il film si lascia vedere. Gli attori sconosciuti fanno la loro parte senza infamia e senza lode. Manhattan è grande ma il mostrone è sempre lì dove sono loro e la cosa, a livello di sceneggiatura, quanto meno perplime, però un paio di scene (alcune vergognosamente copiate da quelle vere del crollo delle Twin Towers) sono interessanti, come quella dei due grattacieli appoggiati. Carino anche il ragazzo che frega la batteria. 60 piani di scale levano un po' di più il fiato ma lasciamo correre. Bella l'idea di inframmezzare il nastro originale con quello sopra. Carina, davvero. Poi non troppe risposte, il che non guasta, qualche banalità, qualche ingenuità e una scena splatter davvero persa, dacchè già era inverosimile che TRA TUTTA LA POPOLAZIONE DI MANHATTAN il mostrone decidesse di mangiarsi proprio quello con la telecamera, ma perdio, fate cadere la telecamera e lui masticatecelo almeno un po'. Comunque
VALUTAZIONE: PIU' CHE GUARDABILE
VOTO: 6/7 (una serata te la risolve)

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In ---> film
sabato, 26 aprile 2008 - 12:10

Eh, lo so che qui non dovrei addentrarmi. L'unica critica positiva al mio romanzo mi avvicina a Chuck Palahniuk, e io del suddetto signore ho comprato diversi romanzi ma non ne ho (avevo) -ancora- letto nessuno. Questione di tempo, non di puzza sotto al naso, c'è stata l'epoca felice in cui mi sono pappata tutto Pennac dalla biblioteca comunale, e prima di esso Benni, e proma ancora Mario Vargas Llosa, e credo pure Ammaniti. Ma si sa che il tempo è tiranno eccetera, e quinidi, attratta da titolo e copertina (il tormento senza l'estasi, non mi passerà mai) ho acquistato questo "Cavie" che mi pareva abbastanza "pulp" per i miei gusti. Mi piacciono i romanzi "forti", con una bella storia che ti prende, e che siano thriller, gialli, pulp o persino horror non importa (qualche problemino a leggerli di notte, semmai). Anche le storie di vita ben scritte mi piacciono, ma quelle è un terno al lotto trovarle.
Dicevo di "Cavie".
Evito il "nulla di nuovo": come predetto dagli oracoli Palahniuk è bravo, scrive bene, crea bei personaggi, ha fantasia, i suoi dialoghi sono buoni (potrebbero essere ottimi, ma son solo buoni), eppure... Sarà stata la sfiga del beccare il solo romanzo corale (è il solo?) nonostante la voce narrante?
Beh, è un coro monocorde.
Insomma.
Abbiamo un certo numero di scrittori o aspiranti tali che si chiudeono con il loro mentore in un cinema sotterraneo per tempo indefinito con lo scopo di scrivere, impazziscono, si trucidano ecc. ecc. E fin qui tutto regolare. I personaggi sono volutamente grotteschi e va benone, il realismo non è una cosa a cui sono particolarmente affezionata. Ed essendo tratteggiati in maniera tanto precisa, anche se a colpi di scure, poche pennellate, ma quelle giuste, non mi spiego PERCHE' il buon Chuck toppi proprio nel busillis: i racconti dei vari personaggi che inframmezzano la storia principale sono scritti tutti nello stesso stile. Cioè quello di Palahniuk. Non assomigliano ai loro personaggi, non hanno uno stile personale, sono sono uno stacco e uno schiaffo per il lettore che di colpo si ritrova a leggere Wilde oppure King oppure Patricia Cornwell... Sempre Palahniuk è. E' lui che scrive al posto dei suoi personaggi, che invece parlano, agiscono, reagiscono e pensano con sottile autonomia. E allora ecco, arribva il racconto e io penso "Che palle" e ho voglia di saltarlo e proseguire con la lettura. Perchè mi pare posticcio, messo lì, un racconto di Palahniuk dentro a un libro di Palahniuk. E così, rallenta ora, rallenta dopo, alla fine ci sono arrivata eppure il finale ben bene non me lo ricordo ed è un peccato. "Fight club" è giù nel mio buco a prender polvere. Forse è bene che ricominci da lì.

CATEGORIA: LETTO (male)
VALUTAZIONE: COITO INTERROTTO
VOTO: 7+

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In ---> libri
venerdì, 25 aprile 2008 - 23:44

Purtroppo come copertina del libro (uscito postumo? Ma che è?) c'è la locandina del film.
Ora:
ce n'era bisogno?
Il povero Hannibal era piccolo, c'era la guerra, gli hanno massacrato la famiglia e un giorno inconsapevolmente ha mangiato un micropezzettino della sorellina. Fine. Questa è la trama. Poi lo zio lo viene a prendere manco fosse Pollyanna, lui si innamora di una cinese (o giapponese?) e nelle ultime pagine si vendica.
Tutto qui.
E io ripeto: ce n'era bisogno, di questo libro? A parte che per le tasche di Harris, ce n'era bisogno? Perchè seppure il dettaglio della sorellina come prima vittima -inconsapevole- di cannibalismo, del dott. Lecter qui non c'è una beneamata fava. Dov'è il suo amore per la musica, che avrebbe dovuto sviluppare allora, negli anni dell'adolescenza e della gioventù? Dove i suoi viaggi in Italia, la sua straordinaria capacità nel disegno (salvo quando disegnava rane morte), lo sviluppo graduale del gusto sopra ogni altro senso, quando lo scandaglio dell'altrui anima, DOV'E' il meraviglioso Hannibal The Cannibal che a 50 anni circa venne arrestato quasi per caso, quasi per sbaglio? L'origine del male? E dove la troviamo in questo libercolo da treno dalla copertina troppo rigida per potercisi annoiare sopra in comodità? Certo, è un buon libro storico, riconosciamo la buona vecchia Europa in tutte le sue miserie, sappiamo che era normale, ma NON SAPPIAMO, ne' questo libro ci da una blanda indicazione, di quando ha iniziato a impazzire?
Se non lo scriveva Harris rimaneva meno ricco.
Questo, di certo lo sappiamo.

VALUTAZIONE: SUPERFLUO
VOTO: 5 1/2 (ma solo perchè è scritto bene)
  

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In ---> libri
venerdì, 25 aprile 2008 - 23:29

Non so se sia il miglior film di genere mai girato. Non lo so ma lo sospetto. I difetti che ha sono talmente minimi da farsi notare solo verso la decima volta che lo guardi. Sono curate con precisione maniacale le gestualità di ogni personaggio, anche quelli secondari, quelli minuscoli, non ci sono dettagli lasciati andare così. Gli attori meravigliosi, l'inarrivabile Morgan Freeman, Brad Pitt che finalmente si stava scrollando di dosso l'immagine di "bellone", quel Kevin Spacey che avremmo imparato a conoscere solo qualche anno dopo come uno degli interpreti più sensibili di Hollywood. Per me quasi un capolavoro. E dico "quasi" perchè sono una pignola di merda.

VALUTAZIONE: IMPERDIBILE
VOTO: 9

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In ---> film
venerdì, 25 aprile 2008 - 23:22

Ormai sto vedendo i film un po' alla cazzo, avrei un bel po' di arretrati ma ovviamente non mi ricordo i titoli. Magari userò questo blog anche per quello.

Che dire? Film lento, scialbo, mediocre, si salvano titoli di testa e finale. I personaggi, pressochè tutti, sono improbabili, non c'è umanità, non c'è un gesto credibile che sia uno, salvo forse, per l'appunto, gli ultimi 5 minuti.

VALUTAZIONE: MEDIOCRE
VOTO: 5

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In ---> film
martedì, 15 aprile 2008 - 00:02

Ebbene sì, anche una grande artista del mio spessore (ma che spessore! Sono una massa tettonica, se mi sposto io saprofonda il Trentino!) guarda X-Factor. E stasera è uscita Silvia. Ora: che ci sarà mai da dire su X-Factor? Che è fatto bene. Giuro. Sono un'italiana media e fino a un anno fa ero membro auditel. Amavo (senza saperlo) Mara Maionchi avendo sentito più volte lo scherzo fattole da Tiziano Ferro (sì, io ascolto Tiziano Ferro (111 forever) e me ne vanto) in coda al cd (originale: sì, io compro i cd originali). Non sapevo invece di amare Morgan perchè lo avevo sentito solo cantare e l'idea che si fosse accoppiato con Asia Argento gettava lugubri (ma sul serio) ombre su di lui. Invece è veramente un bell'animale da spettacolo, anche da tv. La Ventura c'è, e il suo esserci ha senso: la Maionchi sa cosa vende, Morgan sa cos'è della buona musica e la Ventura ascolta la radio in macchina. E, non scherzo, questi sono tre elementi chiave se vuoi valutare un potenziale successo. Facchinetti il padre di mia figlia lo odia, e invece a me il suo buonismo piace. Non fa il bravo presentatore, saltella sul palco come Jovanotti ai tempi di "Gimme five" e alla fine non disturba nessuno. Poche polemiche e sempre abbastanza fondate: i giudici si scambiano idee ma non insulti (siamo mica ad "Amici") e pur sempre di musica si parla. I cantanti cantano. E la maggior parte di loro canta da dio. Gli "Aram Quartet" sono una gioia per le orecchie Ma mi dilungo. Questa sera erano in ballottaggio la faccia più bella, Tony

e la voce più bella, Silvia.

La Maionchi ha fatto fuori Silvia. Ed è giusto. Chiariamo. Silvia canta meglio di Tony, canta meglio di tutti i partecipanti e di sicuro canta meglio di 3/4 dei cantanti italiani. Ha una voce che è velluto e la usa come le pare. Silvia è forte, sicura, domani qualche discografico se la piglia e ce la ritroviamo al prossimo Sanremo.

Tony. Tony ha la sfiga di essere bello e di avere 19 anni. E' diventato personaggio subito, lo hanno mandato in radio, le ragazzine sono andate in visibilio. E' un divo. Non appena è diventato conosciuto ha cominciato a cantar male. Il suo provino a cappella era toccante, la voce c'è, l'intonazione, lo stile. E' solo acerbo e troppo bello. Fosse uscito avrebbe inciso la hit dell'estate. E poi sarebbe stato il massacro. Ha bisogno di essere guidato, di studiare, di imparare, di polso, quel polso che, se vince, avrà la Maionchi, perchè il contratto è con lei. E allora non si perderà, e se diventerà un nuovo Bersani o un nuovo Nek non è importante, ma non diventerà una hit e basta. Non è il migliore, la migliore è uscita. Eppure è il solo che da quella trasmissione può partire sul serio, può sul serio crescere e diventare un cantante. Gli altri ce la possono fare anche senza vincere -non tutti-, e resteranno comunque successi in tono minore. Se mette giù il crapone e studia Tony diventerà il nuovo Robbie Williams (sorpresa? Io ascolto anche Robbie Williams.). Forse non ne abbiamo bisogno, ma guardiamo cosa ci hano sfornato tanti anni di "Amici". Chi ha sfondato? Ce n'è uno che non sia funzionale alla trasmissione? Uno che sia andato davvero oltre? No, X-Factor manterrà le promesse e un altro ragazzo napoletano diventerà qualcuno. Dopo Cannavaro ce n'è di bisogno.

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In ---> tv
domenica, 13 aprile 2008 - 10:38

Paolo Giordano
Mondadori

Avete una vita felice, appagata, solare? La vostra infanzia è senza ombre? Vi guardate allo specchio, vi riconoscete e avete pure il coraggio di sorridervi? Bene, comprate questo libro. Proverete forse qualche turbamento empatico, ma quando l'avrete chiuso penserete che la vita non è quella e tornerete felici all'ovile. In QUALSIASI altro caso, a meno che non siate masochisti latenti o dichiarati, non leggetelo. Non leggetelo perchè questo libro vi riguarda. E' un libro che riguarda tutti, che riguarda il genere umano, i meccanismi della mente, i sentimenti profondi, viscerali, il groviglio degli intestini che protestano: "Ehi, noi siamo il secondo cervello!". E' un libro bello, scritto bene, qualche lieve calo di tensione ma non di tono, qualche compiacimento, ma piccolo e peccato veniale. Figure potenti ma non per la loro "estraneità" al mondo che li circonda, bensì proprio perchè nel bel mondo felice della normalità ti sbattono in faccia uno specchio e ti dicono: "Prova a ripeterlo ancora, che tu sei normale?". L'happy end viene disperatamente atteso ma non c'è, e persino io, che sono carogna come pochi, ci sono rimasta male. Ma quanto è vero quello che racconta. E quanto è triste. E quanto fa male.
CATEGORIA: LETTO
VOTO: 8

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In ---> libri
sabato, 12 aprile 2008 - 02:22

Se venisse da me oggi, ora, e mi dicesse: "Fuggiamo insieme nel deserto.".
Beh, avrei bisogno di un po' di tempo per organizzarmi.
Si sa, la bimba, i cani, un portatile satellitare...

Però...

Se Vic Mackey venisse da me e mi dicesse: "Fuggiamo insieme nel deserto....
Beh...

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In ---> uomini